04/12/09

Berlusconi, Spatuzza e Giulio Cesare

Oggi a Torino, in un'aula bunker un pentito di mafia, o presunto tale, ha fatto una lunga deposizione spiegando a tutti noi che il presidente del consiglio Silvio Berlusconi è stato all'epoca delle stragi del 1992/93 il referente politico della mafia. Questo pentito si chiama Spatuzza e ad ascoltarlo c'erano centinaia di reporter provenienti da tutto il mondo che volevano solo sentir dire l'equazione Berlusconi-Mafia. Questa equazione non è sbagliata solo che il significato è forse diverso da quello che vi aspettereste, ovvero Berlusconi e il suo Governo hanno fatto una dura lotta contro la mafia e hanno ottenuto i migliori risultati di sempre. Decine di boss catturati, beni confiscati per centinaia di milioni di euro. Vi chiederete che c'entra Giulio Cesare, ebbene pare che un altro pentito abbia accusato Berlusconi di essere stato il mandante del suo omicidio, un amico del pentito tale Bruto gli ha confidato la colpevolezza di Berlusconi.
La giustizia italiana è questa: diamo credito ad un mafioso che parla per sentito dire e vanta nel suo palmares l'aver sciolto un bambino di 11 anni nell'acido e lo lasciamo infangare le nostre istituzioni democratiche con buona pace dei cittadini.

03/12/09

Angelo e Simone finalmente assolti. Ci è voluto troppo tempo!

Sono felice per Angelo e Simone. Sono felice per il papà di Angelo il sig. Giovanni. Sono felice di togliere il banner Angelo e Simone Liberi dal mio blog. Angelo e Simone sono stati assolti da parte dell'alta corte di Shimla in India dall'accusa di detenzione di stupefacenti. Alla fine sono liberi ma ci è voluto troppo, troppo tempo. Spero che rientrino quanto prima in Italia, oltre due anni e mezzo dopo quella mattina del 9 marzo 2007 quando furono arrestati nel nord dell'India costretti a firmare una confessione di colpevolezza in indiano.
Per questi due ragazzi ho fatto qualcosa anch'io e me ne rallegro oggi che sono stati assolti. Una piccola interrogazione parlamentare ed alcune conversazioni telefoniche con il sig. Giovanni, papà di Angelo.
Il padre di Angelo Falcone si è sempre battuto con molto coraggio e salda determinazione per la libertà dei due giovani utilizzando tutti i canali possibili per non lasciar cadere l'attenzione sul caso e far sì che le autorità italiane si attivassero efficacemente con quelle indiane. Ho seguuito sempre il caso e ho avuto spesso modo di conversare con il sig. Falcone e credo che gran parte del merito sia proprio il suo.
Per un caso risoltosi positivamente però non dobbiamo dimenticare tutti gli altri casi di detenuti italiani all'estero, sia già giudicati che dei molti in attesa di giudizio, per loro l'impegno dell'Italia deve essere continuo, così come lo è stato quello della Farnesina e del Ministro Frattini nel caso di Angelo e Simone.
Il mio piccolo impegno continuerà su questa strada.

02/12/09

Fini, se è coerente si dimetta. Ha tradito il popolo del 2 dicembre

Il 2 dicembre 2006 nacque di fatto il popolo della libertà oltre due milioni di persone che si trovarono fianco a fianco per protestare contro il Governo Prodi e la sua sciagurata maggioranza. Donne e uomini, di tutti i partiti politici sfilarono per le vie di Roma come se tra loro non ci fossero più differenze politiche o ideologiche, tutti erano uniti da un comun sentire. Il 14 aprile 2008 quel percorso si concluse con la vittoria delle elezioni politiche ed fu affidato a Berlusconi un mandato ampio per governare il paese. Adesso Fini ha nei fatti tradito il popolo del 2 dicembre, il risultato elettorale delle elezioni politiche e impedisce al Governo scelto dagli elettori di governare nell'interesse del paese. Anche se certe sue posizioni potrebbero essere approfondite è ingiustificabile il suo atteggiamento di ostacolo all'azione del governo e i suoi continui distinguo rispetto alla linea del partito che tui stesso ha contribuito a fondare. Se Fini fosse veramente coerente con il proprio percorso politico non potrebbe far altro che rendersi conto che il rapporto fiduciario con cui la Camera lo ha eletto Presidente non c'è più e quindi dovrebbe rassegnare le dimissioni. Se questa volta il PDL, nonostante l'ampio mandato popolare ottenuto alle elezioni 2008, dovesse fallire ci sarebbe un solo responsabile Gianfranco Fini.

24/11/09

I patronati italiani all'estero - Prima puntata - ma quali e quanti sono e dove si trovano?

Nel mese di Agosto 2009 abbiamo letto la notizia dello scandalo avvenuto in Svizzera e relativo al responsabile del patronato INCA CGIL di Zurigo, tale Giachetta, il quale avrebbe sottratto fondi alle persone a cui prestava assistenza. Nessuno è colpevole fino a condanna definitiva e quindi non entreremo nel merito della vicenda giudizia ma proveremo a far luce sul mondo dei patronati italiani all'estero.
E' mia intenzione capire (non solo io ma indirettamente anche voi) quali e quanti siano i patronati italiani all'estero, dove siano, quanto costino, come siano finanziati, quali servizi svolgano. Sarà un'avventura a puntate per scoprire questo mondo. e partiamo da dove si trovano e quanti siano.

La nostra fonte ufficiale è una istituzione pubblica l'INPS, quindi non certo parziale, il quale al link http://www.inps.it/agendasedi/Convenzioni_CI/elenco_stati.asp ci rende edotti di alcune cifre: si tratta di 15 patronati differenti i quali hanno ben 476 sedi all'estero distribuite in 32 paesi.
Per completezza abbiamo riportato l'elenco e tra parentesi il numero di filiali di ciascun patronato.
ACAI (12)
ACLI (87)
ENAS-UGL (27)
ENASCO (27)
ENCAL (1)
EPACA (2)
EPAS (7)
EPASA (13)
INAC (3)
INAPI (2)
INAS-CISL (70)
INCA-CGIL (72)
INPAS (2)
ITAL-UIL (143)
SIAS (18)

Ecco dove si trovano:
Albania (1)
Argentina (60)
Australia (35)
Austria (2)
Belgio (32)
Bolivia (1)
Brasile (30)
Canada (51)
Cile (4)
Colombia (1)
Croazia (6)
Danimarca (1)
Francia (40)
Germania (68)
Gran Bretagna (12)
Grecia (1)
Lussemburgo (4)
Marocco (1)
Messico (1)
Norvegia (1)
Olanda (4)
Perù
Romania(1)
San Marino (1)
Slovenia (5)
Spagna (3)
Stati Uniti (35)
Sudafrica (4)
Svezia (1)
Svizzera (45)
Uruguay (8)
Venezuela (16)
Totale 32 paesi di cui udite udite ben 17 in Europa e ben 13 nell'EU!

Facciamo alcune considerazioni: la triplice sindacale CGIL, CISL e UIL è rappresentata ampiamente rispettivamente da INCA, INAS e ITAL e a quest'ultima spetta la palma di patronato più diffuso con ben 143 sedi. Le ACLI si difendono bene con ben 70 sedi e poi seguono una serie di sigle forse conosciute agli addetti ai lavori ma sconosciute per chi non mastica quotidianamente il mondo sindacale e patronale, con l'eccezione dell'ENAS legata al sindacato UGL.
La distribuzione geografica dimostra come in alcuni paesi la presenza di sedi patronali sia in Germania, Argentina, Svizzera, Nord America (Canada e Stati Uniti) quantomeno abnorme.

23/11/09

Cordoglio per le vittime del C130 dell'Aeronautica Militare

Esprimo le mie più vive condoglianze ai familiari delle vittime e al corpo dell'Aeronautica militare per il tragico". Cosi' Guglielmo Picchi, deputato del PDL esprime il suo cordoglio per l'incidente avvenuto vicino all'aeroporto di Pisa che ha provocato la morte dei 5 componenti dell'equipaggio del C130 dell'Aeronautica Militare. "I nostri militari servono sempre il paese con professionalità e dedizione e purtroppo talvolta non dobbiamo piangere solo le vittime delle missioni di pace all'estero, ma anche tutte quelle cadute nello svolgimento del proprio servizio in Italia, come accaduto oggi".

19/11/09

Battisti: Lula scelga l'etradizione e ci sarà giustizia per i familiari delle vittime

Contro ogni giustizia Battisti, pluriomicida condannato, è riuscito a vivere per lunghi anni in libertà, 28 per l'esattezza, senza mai pentirsi delle azioni commesse. Le sue vittime hanno subito anche questa ingiustizia. Alla fine i giudici brasiliani hanno emesso un sofferto verdetto favorevole all'estradizione in Italia, secondo loro non è stato condannato per reati politici ma per reati comuni. Il voto è finito 5 a 4 ed è stato ripetuto dopo il primo voto terminato 4 a 4. Giustizia non è ancora fatta, ma il primo passo si. Adesso il presidente Lula non ha più scuse per firmare il decreto di estradizione. Lo faccia e lo faccia in fretta. I familiari delle vittime aspettano. Battisti deve pagare anche per il dolore loro creato per questa lunga latitanza. Il casi Battisti era ed è una questione di dignità nazionale. Non si poteva e può permettersi che qualsiasi paese metta in discussione la tragedia degli anni di piombo e la lotta al terrorismo condotta da tutto il paese contro forse eversive e violente. Si sarebbe creato un precedente inaccettabile per la storia del nostro paese. Le vittime del terrorismo da Moro, a Lando Conti, fino a D'Antoni e Biagi, solo per citarne alcune senza tralasciare tutte le altre vittime, famose e non, sarebbero morte invano e quasi uccise una seconda volta.

17/11/09

Se la deputata del PD si occupasse di consolati e pontificasse meno sulla mafia, forse ...

La collega On. Garavini da molto tempo pontifica in tutte le direzioni sulla criminalità organizzata e anche oggi non ha perso occasione per dire la sua. Sarebbe forse più opportuno che la sig.ra Garavini si occupasse del proprio collegio elettorale e degli italiani all'estero che l'hanno mandata a Roma. Forse la sig.ra Garavini potrebbe fare qualche proposta alternativa alla chiusura dei consolati o su come finanziare gli istituti di cultura anzichè affrontare argomenti di cui risulta eveidente la scarsa conoscenza come la lotta alla criminalità organizzata. L'uscita odierna sul sottosegretario Cosentino in merito alla trasmissione Porta a Porta dimostra una incredibile superficialità e approssimazione. Vorrei ricordare alla collega Garavini che è una deputata eletta alla Camera e tale ruolo comporta delle responsabilità con una visibilità nazionale, non sta più giocando a fare la candidata o il capo di un patronato la cui responsabilità è limitata al, seppur molto importante mondo degli Italiani all'estero.
ps ma gli Italiani all'Estero se ne sono accorti?