giovedì 18 giugno 2009

Perchè vogliamo Mario Mauro alla presidenza del Parlamento Europeo

L'Italia è fondatrice dell'Unione Europea. L'Italia è il paese in cui l'affluenza per il voto europeo è stata più elevata, circa il 67%. Il Popolo della Libertà ha riportato un successo senza eguali tra i partiti del PPE e un numero assoluto di votiche non è stato raggiunto da nessuno.
Mario Mauro è un ottimo candidato, con grande esperienza istituzionale essendo già stato vicepresidente del Parlamento Europeo, ha una preparazione eccellente, è sponsorizzato dal suo paese e gode di grande rispetto sia nel PPE che nel resto del Parlamento Europeo.
L'Italia non ha mai avuto il presidente del Parlamento Europeo.
Credo quindi che non si debba nemmeno porre la discussione se scegliere Mauro o un certo bravissimo polacco.Ricordo che in Polonia ha votato solo il 24,5%, e che fa parte dell'UE da qualche decennio in meno dell'Italia.
Vogliamo quello che ci spetta comeItalia, Mario Mauro Presidente del Parlamento Europeo

Lettera a Frattini sulla chiusura dei consolati

ecco il testo della lettera inviata da noi parlamentari eletti all'estero del PDL al Ministro Frattini sulla chiusura dei consolati in Europa e nel Mondo.

Roma, 17 giugno 2009
Gentile Ministro,
Le trasmettiamo la presente nota al fine di condividere con Lei alcune nostre ansietà emerse in questi ultimi giorni all’indomani della diffusione dei dati sulla ristrutturazione della rete consolare da parte del sottosegretario Mantica in audizione al Senato lo scorso mercoledì 10 giugno.
I principi che il Ministero degli Affari Esteri sembrerebbe voler perseguire, sono volti al contenimento delle spese ed a un percorso concreto e fattivo di razionalizzazione della rete estera, che si concretizzi in un intervento mirato su quelle che possono considerarsi le sacche di sprechi dell’intera rete. Questo principio, condiviso e lodato, sembrerebbe per certi aspetti mal conciliare con l’intelaiatura di chiusure che è stata tratteggiata dal referente della Farnesina proprio dinanzi ai membri delle Commissioni esteri di Camera e Senato.
La razionalizzazione che il Dicastero che Lei egregiamente rappresenta, si appresta ad intervenire su 22 sedi all’estero della rete Mae, di cui 18 in chiusura e 4 oggetto di declassamento.
L’aspetto che provoca in noi maggiori perplessità sta nel fatto che molte di queste sedi si collocano in aree in cui risiede il maggior numero di connazionali e dove sarebbe prioritario garantire un supporto e soprattutto un riferimento chiaro e costante alle tante aziende italiane operanti sul territorio ed ai tanti cittadini residenti nelle regioni interessate.
In più occasioni abbiamo cercato di richiamare la Sua attenzione, attraverso una richiesta di coinvolgimento al fine di ricreare le condizioni per un esame approfondito della situazione, magari attraverso la definizione di un vero e proprio tavolo tecnico per esaminare le problematiche ed i principali punti di criticità e consentire l’approdo ad una soluzione condivisa e soprattutto coerente con la mission prioritaria di un’istituzione pubblica.
Abbiamo avuto modo di evidenziare in più sedi che sarebbe stato possibile procedere con l’identificazione di soluzioni alternative alla definitiva chiusura delle sedi, poiché una logica di risparmio potrebbe essere facilmente perseguita attraverso altri canali intervenendo su quelle che sono le reali sacche di spreco della nostra amministrazione, e procedendo con una razionalizzazione che non sia drastica e risolutiva, dell’intera rete Mae all’estero.
Si parla di un potenziale risparmio prodotto di circa 8 milioni di euro, che verrebbe poi orientato verso l’incremento delle indennità di sede per il personale diplomatico e per il sostegno alle spese delle restanti sedi diplomatiche: escludendo però di fatto che un ammontare importante di questa cifra sarà poi necessario per operare la stessa chiusura delle venti sedi, un elemento importante sul quale riteniamo debba essere concentrata la nostra attenzione.
Allo stesso tempo il fatto che queste chiusure interessino realtà e regioni importanti per le nostre comunità, intaccando sedi di riferimento come i Consolati generali, creando situazioni particolarmente gravose soprattutto perché in molti casi, segnatamente in Australia, Stati Uniti e Sud Africa, la distanza tra la sede chiusa e quella ricevente è di migliaia di chilometri.
Sulla base delle analisi condotte in questi giorni abbiamo appurato che con strategie mirate e meno indlori di quelle tracciate nel programma di razionalizzazione del Mae sia possibile approdare a significativi risparmi.
Nel caso di specie, ponendo l’attenzione sul caso europeo che tanto ha destato sconcerto tra i nostri connazionali, un eventuale declassamento del Consolato Generale di Losanna ad agenzia consolare potrebbe produrre un risparmio di 2.080.000 euro all’anno, allo stesso tempo per quanto riguarda l’ipotesi britannica, un eventuale declassamento ad agenzia consolare del consolato di Manchester porterebbe una riduzione annuale di 180.00 euro.
Un altro caso particolarmente degno di nota va ricercato nel Consolato Generale di Amburgo, presso il quale la spesa più sostanziosa è rappresentata dagli stipendi del personale di ruolo: qualora si potesse prevedere la definizione di una ministruttura al posto della struttura attuale con il coinvolgimento di impiegati a contratto potrebbe essere registrato un risparmio di circa 605.000 euro l’anno.
Stesso discorso vale per la sede di Norimberga: qualora il consolato venisse declassato ad Agenzia consolare si potrebbe approdare ad un risparmio di circa 495.000 euro l’anno.
Qualora venisse applicata questa logica di contenimento in generale sarebbe possibile approdare ad un accantonamento anche superiore rispetto a quello preannunciato dalla razionalizzazione attuale, senza creare però le stesse criticità e lo stesso sconforto nelle nostre comunità.
In virtù di tali aspetti sarebbe per noi particolarmente importante essere coinvolti in un tavolo tecnico o comunque in un incontro, visto che non ve n’è stata possibilità nelle scorse settimane, per poter riflettere su queste eventuali alternative, mostrando con opportuna documentazione la validità e l’opportunità di determinate scelte amministrative rispetto ad altre.
Questa ristrutturazione potrebbe creare seri problemi alle nostre comunità all’estero, minando gravemente il senso di fiducia e di rispetto che queste hanno nei confronti del Governo, ed allo stesso tempo, sotto il profilo puramente politico, potrebbe creare a noi delle serie difficoltà nella gestione dei rapporti con le nostre comunità di riferimento, ragion per cui riteniamo sia necessario intervenire quanto prima al fine di rettificare o alleviare quanto annunciato nelle scorse giornate.
Certi dell’attenzione che vorrà riservare alla presente, restiamo in attesa di un Suo cortese riscontro.
On. Aldo Di Biagio On. Guglielmo Picchi On. Giuseppe Angeli On. Amato Berardi

lunedì 8 giugno 2009

Europee: PDL Primo Partito, bassa affluenza

Nonostante il neo di una bassa partecipazione al voto, dovuto anche a problemi tecnico/organizzativi tra la Farnesina e gli stai UE di residenza dei nostri connazionali, 72.000 italiani hanno votato per il Rinnovo del Parlamento Europeo presso gli appositi seggi organizzati dalla nostra rete diplomatico e consolare. Il Popolo della Libertà con il 34,26% dei voti è di gran lunga il primo partito Italiano con il PD che raccoglie un misero 23%, ribaltando il risultato elettorale delle politiche del 2008. In tutti paesi esclusi Irlanda, Spagna e Paesi Bassi il Popolo della Libertà è il primo partito. Il dato all'estero è positivo e per noi un incentivo ad andare avanti con le politiche che abbiamo intrapreso. Il partito dovrà organizzarsi all'estero sotto la guida dall'On. Di Biagio ma la partenza è stata per lui e per noi favorevole con questo successo elettorale, che certo non nasconde una piccola insoddisfazione per il dato italiano francamente sotto le previsioni. I connazionali all'estero si sono dimostrati superiori alle critiche lanciate sui giornali esteri contro Silvio Berlusconi confermandoci il voto. Abbiamo lavorato sul territorio e lo abbiamo fatto bene: siamo stati gli unici con rappresentanti di lista ai seggi che hanno vigilato sul voto e i nostri delegati di lista che hanno organizzato una campagna elettorale capillare ottenendo un ottimo risultato. Là dove sono stati organizzati eventi come nel caso della Repubblica Ceca il PDL sotto la guida del nostro delegato Dott. Solazzo ha raggiunto il 51% dei suffragi.
Del PD che dire non pervenuto, assente sconfitto dalla propria politica di gossip, mentre il dato dell'Italia dei Valori dimostra quanto ancora esista un elettorato che vota solo contro Berlusconi e in modo ideologico e settario, non a favore di un progetto politico europeo come il nostro.
Per concludere sono molto soddisfatto del risultato del Regno Unito dove il PDL continua a rimanere saldamente la prima forza politica del paese. Il lavoro sul territorio e i semi piantati producono buoni frutti.

lunedì 1 giugno 2009

Caro Financial Times...ci hai censurato!

Ecco il testo della lettera che come sostenitori del PDL a Londra abbiamo inviato al Financial Times dopo il suo articolaccio contro Berlusconi. FT ci ha naturalmente censurato...e non ha pubblicato la nostra replica!
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Signori
Come attivisti nel gruppo di sostenitori del “Popolo della Liberta’” a Londra, vorremmo esprimere i nostri sinceri ringraziamenti per aver deciso di onorare il Vostro giornale con un nuovo editoriale sul Presidente del nostro partito e Primo Ministro d’Italia, Silvio Berlusconi ( “La funesta influenza dei leccapiedi da spettacolo ose’ “, Financial Times, 27 maggio).
In realtà, non c’è bisogno di evocare i fantasmi di potenti Cardinali a Parigi al tempo dei Borboni, per capire che la “cattiva pubblicità” non esiste. Chi sa che cosa farebbero in molti per essere oggetto delle Vostre attenzioni, ed ecco invece li’ il Presidente Berlusconi ottenerle gratis … sorprendentemente (o forse no) in un momento in cui la classe politica del Regno Unito ha dimostrato di essere tutt’altro che perfetta, visto lo scandalo dei rimborsi ai Parlamentari!
E’ anzi la vostra stessa fraseologia ( “un uomo molto ricco, molto potente e sempre più spietato”) a suonare come una radicata ammirazione dell’onorevole Berlusconi. Sicuramente non è rimasto nessuno a pensare al giorno d’oggi che “spietato” possa essere un termine dispregiativo per un politico?
E siamo pienamente d’accordo con Voi nel dire che l’onorevole Berlusconi non è foriero di un futuro fascismo (sì, siamo lieti di vedere come Voi sentiate il bisogno di ripetere questo stesso concetto piu’ di una volta!).
Ma permetteteci di osare qualche critica. Quale influenza, maligna o non maligna, Vi ha impedito di spiegare in poco meno di 500 parole esattamente perche’ l’onorevole Berlusconi stia dando un “esempio maligno”? Oppure la Vostra preoccupazione in proposito ai “media che prosciughino i contenuti seri della politica, e li sostituiscano con l’intrattenimento” deriva da esperienze di prima mano, ad esempio con il Tony Blair della “Cool Britannia”, e con i molti anni di manipolazione giornalistica in Gran Bretagna da parte dell’ormai dimenticato Alistair Campbell?
E magari la prossima volta troverete un po ‘di tempo per citare alcuni altri fatti che devono essere raccontati ai Vostri Lettori affinche’ siano in grado di capire l’esprit du temps della politica italiana. L’onorevole Berlusconi è stato oggetto di indagini quasi ininterrottamente per 15 anni. Tali indagini curiosamente sono iniziate esattamente al momento in cui è entrato in politica, ma le accuse contro di lui sono state cambiate costantemente. E lungo tutto questo tempo gli avversari dell’onorevole Berlusconi sono stati ipnotizzati dalla sua personalità, al punto da rendere il loro odio e i loro attacchi personali la loro stessa ragion d’essere … tanto che l’opposizione italiana è oggi impegnata a colpire sempre di piu’ al di sotto della cintura politica, con una serie di insinuazioni sull’onorevole Berlusconi, sulla sua vita sessuale, l’età, la salute mentale, personalita’, probità e la sua capacità addirittura come padre.
Sembra che le sole cose di cui il Presidente Berlusconi non sia stato accusato siano di aver picchiato vecchiette in strada e/o torturato gattini. Forse i Vostri corrispondenti da Roma e dall’Europa vogliono essere i primi a intraprendere quel percorso?
O forse essi, e Voi con loro, deciderete tutti che sia giunto il momento di riportare e riflettere riguardo la politica italiana in maniera pensata, completa, non di parte, al di là di pregiudizi e caricature? Siamo certi che Voi sappiate a cosa ci stiamo riferendo – perché sarebbe per Voi come tornare a essere la parte migliore dei mezzi di comunicazione di massa, quelli che, esattamente come da Voi suggerito, si occupano dei “contenuti sei della politica”, piuttosto che di intrattenimento.
Sostenitori PDL LONDRA

giovedì 30 aprile 2009

Consolato digitale inizia la rivoluzione!

“Esprimiamo soddisfazione per il riscontro del sottosegretario Mantica in Commissione esteri, le parole sono state chiare così come le prospettive che questo Governo ha intenzione di tracciare a sostegno delle nostre comunità all’estero e dei servizi e le priorità a queste riservati”. Queste le parole di Aldo Di Biagio, responsabile italiani nel mondo del PdL e Guglielmo Picchi, deputato del PdL eletto in Europa, in conclusione della discussione in Commissione esteri alla Camera dell’interrogazione rivolta al Ministro degli affari esteri dai due deputati, per chiedere chiarimenti circa le voci che vogliono chiuse entro pochi mesi alcune strutture consolari europee.
“Il Governo si è impegnato a riferire in Commissione entro la metà di maggio – hanno continuato – su quelli che saranno lo stato e le prospettive della rete consolare europea, poiché al momento si stanno analizzando tutte le possibili alternative e le criticità che ne potrebbero derivare”.
“Sul versante occupazionale – hanno precisato i due eletti in Europa – il Governo ha mostrato attenzione, ribadendo la volontà e la priorità di garantire a tutti i dipendenti delle strutture consolari, eventualmente coinvolti in dinamiche di ristrutturazione, la certezza del loro impiego presso una struttura alternativa, nel pieno rispetto delle garanzie contrattuali e sindacali”.
“Per il nostro Esecutivo – continuano – resta di prioritaria importanza garantire ai nostri connazionali adeguati servizi, segnatamente in quelle aree in cui la densità di popolazione a cittadinanza italiana è particolarmente elevata. I servizi amministrativi dovranno essere sempre e comunque garantiti anche in caso di declassamento della struttura consolare, poiché il diritto del cittadino si colloca ben oltre le esigenze di razionalizzazione e di snellimento della pubblica amministrazione”.
“In questa ottica di concretezza ben si inserisce la strutturazione del consolato digitale che verrà messo in funzione in via sperimentale nel mese di giugno – concludono i due deputati - proprio in occasione di un momento di confronto che verrà predisposto dalla Farnesina nelle prossime settimane e che vedrà la partecipazione degli eletti all’estero e delle due commissioni esteri del Parlamento nella cornice del Consolato generale di Bruxelles. Il Governo è riuscito a realizzare il progetto di consolato digitale in meno di un anno, dando riscontro agli auspici e alle prospettive indicate all’inizio della legislatura, e su questo aspetto è forte la nostra soddisfazione”.

giovedì 23 aprile 2009

Il solito PD utilizza il sindaco di Parigi per offendere Alemanno

"Sarebbe opportuno che il sindaco di Parigi Delonoe si occupasse della sua città e dello stato moribondo della sinistra in Francia anzichè denigrare inopportunamente il sindaco di roma Gianni Alemanno. E' ancora più inaccettabile che il PD italiano continui a strumentalizzare sempre e comunque il nostro paese e le nostre istituzioni all'estero per bassi tornaconti di politica interna". Così Guglielmo Picchi, deputato del PDL condanna le parole del Sindaco di Parigi Delanoe su Alemanno. "Spero che il nostro ambasciatore intervenga prontamente e che da Delanoe arrivino immediate scuse ufficiali, non solo ad Alemanno, ai romani e alla città di Roma, ma anche a tutti gli italiani. La presenza di Franceschini che non ha preso le distanze dalle dichiarazioni di Delanoe confermano la malafede del PD. Noi siamo stanchi di questo attenggiamento e credo che lo siano gli italiani tutti. All'estero il paese deve essere unito e difendere sempre l'interesse nazionale".

venerdì 27 febbraio 2009

C'è anche qualcosa di buono per gli italiani all'estero

"E' mesi che girando il mio collegio elettorale sento le solite sirene della sinistra che si lamentano di tagli drammatici e inaccettabili per gli italiani all'estero e su ciò che il centrodestra sta facendo per loro. Certo il Governo avrebbe potuto fare di più ma la crisi economica internazionale non lasciamolti margini di manovra. Tuttavia molte cose buone sono state fatte e molte altre saranno fatte nei prossimi mesi. Numerosi altri sprechi e razionalizzazioni dovranno essere effettuate ma la strada intrapresa è quella giusta. Il governo ha detto basta a quell'immenso spreco di risorse pubbliche che erano i soldi affidati a certi enti gestori, una riduzione di certa assistenza sociale in alcuni paesi europei che avevano un elevato sistema di welfare e ancora dobbiamo mettere mano alla formazione professionale all'estero vero scandalo dell'anno 2009. Si è fatto anche molto, la quasi totale abolizione dell'ICI, la detraibilità per carichi di famiglia, il gratuito patrocinio per gli italiani all'estero vittime di reati, il supporto all'internazionalizzazione delle imprese, il processo di digitalizzazione della pubblica amministrazione.
Senza contare poi la conferenza mondiale dei giovani e l'impegno preso dalla brava Giorgia Meloni la quale ha detto dopo la conferenza: "Abbiamo stanziato un milione e mezzo di Euro perché vogliamo finanziare le associazioni dei giovani italiani nel mondo che, insieme ad associazioni no profit di giovani residenti in Italia, promuovano progetti di scambio finalizzati alla formazione professionale. Questo non vale solo per la formazione, ma anche per la lingua italiana, per il volontariato (che fa aggregazione e condivisione), lo sport eccetera.Tra gli obiettivi del ministero c’è anche quello di valorizzare la filosofia Erasmus, con soggiorni all’estero, in modo che il giovane riutilizzi le competenze acquisite nel proprio territorio di riferimento".
Infine dobbiamo ricordare l'effetto Brunetta, che ha di molto diminuito l'assenteismo nelle strutture diplomatiche e consolari e la sua legge che garantirà una migliore qualificazione di questi dipendenti.
Quindi credo che per 8 mesi di lavoro ciò che il Governo ha fatto sia soddisfacente anche se certo si poteva fare di più e noi saremo qui a monitorare e stimolare l'azione di governo.
Ps ieri abbiamo anche scoperto che l'Italia sa fare sistema. ma per sapere questo vi rimando al blog sull'audizione del Sindaco Moratti sull'Expo 2015.